venerdì 8 febbraio 2008

No surrender


Dopo aver lanciato questo giochetto delle canzoni, un pò di tempo fa, mi feci la mia lista. Lunga lunga. Da cui poi tirare fuori le tre + tre canzoni - quelle di allora, quelle di ora. Poi è rimasta lì e non ne ho fatto più di niente, indeciso su cosa togliere. Sono in ufficio, è un venerdì pomeriggio del cazzo, e senza nemmeno ricordare cosa avevo scritto sul mio quaderno, butto giù le mie. Invitando chi (praticamente tutti, tranne Valeria e il Ghila se non ricordo male) rimane in silenzio a mettersi in gioco e tirare fuori la propria listarella.

Liceo.
La prima è No surrender di Bruce Springsteen. Metto solo la prima strofa e il ritornello, così si capisce subito perchè questa tra le mille che potevo mettere.

Well, we busted out of class
Had to get away from those fools
We learned more from a three-minute record, baby
Than we ever learned in school
Tonight I hear that neighborhood drummer sound
I can feel my heart begin to pound
You say you're tired and you just want to close your eyes
And follow your dreams down

Well, we made a promise, swore we'd always remember
No retreat, baby, no surrender
Like soldiers on a winter's night with a vow to defend
No retreat, baby, no surrender


La seconda è Talkin' about a revolution, di Tracy Chapman. Perchè non mi dimenticherò mai quando Pierpa, appena tornato dall'america a focette a casa sua al mare dopo che ci eravamo rivisti, abbracciati, etc etc mi disse 'senti qua che bello' e mi mise il suo walkman con l'album di tracy chapman che in Italia ancora non si conosceva. E la prima era Talkin' about a revolution.
La terza è La mia banda suona il rock di Fossati, che in quella lista di cui sopra son sicuro non c'è ma: mi ricordo che la ballammo io e il matte a mille a rimini nella mitica sera che in discoteca il cane si presento tutto di bianco comprese le scarpe colla nappa (bianca anche vella) e la maglietta Italians do it better. E perchè Fossati è magico.

Ora e sempre.
Non sto a descrivere più di tanto, sennò diventa una pizza e perchè qua son cose più mie. Off he goes dei Pearl Jam. La canzone dei dodici mesi di Guccini. Don Raffae' di De Andrè.

Mi prendo la licenza del 6+1, come il superenalotto, e metto Azzurro di Celentano. Perchè è sempre stata la canzone preferita di Tina (abbiamo una registrazione in cui la cantava in modo stentato ma determinato a un anno e mezzo in culla) e perchè mi ha sempre dato un senso di gioia.

ci sono anch'io

Ciao a tutti, finalmente sono riuscita a capire come leggere e soprattuto come partecipare al blog, grazie a Valeria che con tanta pazienza è venuta a casa mia e mi ha insegnato passo passo, conquistando anche i punti di Paolo per i gelati Sammontana (almeno così mi ha detto).
Ho capito che avrò tanto da leggere e sono contenta così, almeno avrò notizie dei "ragazzi di classe" come dico io, ragazzi che, d'accordo con Massi, rimarranno sempre all'età di 18 anni, anche quando è 20 anni che non li vedo, come è capitato con Gabriele all'ultima cena di classe.
Iana (non so se un Blog si firma, fatemelo sapere)
Un caro saluto a tutti i miei cari compagni ( di classe s'intende ),
mi dispiace di non essere stato molto presente negli ultimi giorni ma, pur leggendo il blog quotidianamente e sempre con molto piacere, non sono riuscito mai a trovare un buona vena per scrivere.

Ho visto che finalmente anche il matte e claudino fanno parte dei nostri regalando a questo blog un tono, anzi un semitono di dolcezza direi , altrimenti innarivabile.

E poi ho visto l'entrata del barta e il commento relativo, subitaneo e appropriatissimo del ghila che mi ha fatto riflettere e mi ha dato lo spunto per scrivere qualcosa.
Vi chiedo : chi pensando al barta lo ha immaginato diverso dal commento di cristiano ? chi tra voi , pensando a qualcuno di noi , lo colloca in qualche ambiente diverso da quello che abbiamo condiviso ormai venti anni fa?
Ogni volta che vi leggo sorrido e vi penso e vi ricordo come se avessimo passato insieme ogni giorno degli ultimi venti anni, eppure non è così; sappiamo benissimo che, tranne poche eccezioni, abbiamo vissuto lontani, divisi per distanze, finalità, obiettivi e quant'altro.
Di alcuni di voi avevo perso completamente le tracce e la cosa non mi sconvolgeva più di tanto, eppure adesso che vi ho ritrovato è come se ci fossimo appena lasciati e faccio fatica a pensare di inquadrarci come persone "diverse" da allora .

Comincio a pensare che sia vero ciò che qualcuno scrisse una volta che " la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda, e come la si ricorda per raccontarla ". Forse è per questo che voi sarete sempre i miei cari compagni di liceo qualsiasi cosa accada, forse è per questo che la vostra immagine sarà sempre legata ad una vecchia foto di classe.

P.S. potete dire al nassi che non si paga per scrivere sul blog?

Un bacio a tutti, Massi.

martedì 5 febbraio 2008

avanti c'è posto

in questi ultimi giorni sono stato impegnato con mia moglie, la lazio, il lavoro, violante, gli scacchi, siena, il ristorante giapponese, le ristrutturazioni, l'assemblea degli amministratori (non potete rendervi conto neanche se ci provate) il poker, l'umbria e sono stato dietro al blog. dietro nel senso che ho solo letto e non scritto. ora invece scrivo.
vedo che vincenzo rende conto della sua mission; valeria ha trovate originali; elena entra di tanto in tanto ma pertinentemente; il malva più che altro commenta; il matte ancora un po' di meno. ma tutto questo va bene. fa parte dello spirito di questo blog.
e gli altri? ragazzi c'è posto. forza, non siate timidi.
qualche nome in lista c'è (anche se ci sono due leo, peraltro muti) e allora forza!
ehi, acc... ho visto una cosa che prima non avevo notato.
IL BARTA.
questo mi fa molto piacere e sapete perchè? perchè fabio "barta" bartalena è da tantissimo che non lo vedo. non saprei dire da quanto. forse 10 anni o 15. e se mi concentro e ripenso a lui me lo ricordo con la faccia ancora da ragazzo. dovete sapere che nei primi anni '80 il barta era piuttosto basso (come me del resto) e nelle foto di classe si posizionava ai margini (come me del resto). fotograficamente si poteva definire: un laterale. era magro, con i capelli castano chiari, il naso dritto e leggermente alto, gli occhi vivi, nel complesso un bel ragazzino (senza dubbio il più bello della triade barta-liga-nassi). non ho aneddoti particolari da ricordare (già è difficile ricordare per me), non ricordo di averci discusso, giocato, studiato, girato o parlato in confidenza ma mi era simpatico e me lo ricordo con quell'espressione obliqua con cui ti guardava tra l'ironia e la sorpresa. poi mi è capitato di rivederlo appunto 10 o 15 anni fa e nonostante i due metri di altezza non era cambiato affatto. ciao fabio, ti do il benvenuto per conto anche degli altri e spero tu ti sia conservato bene. ma se sei qui non ho motivo di dubitarlo.

p.s. non inviare fotografie preferisco tenermi la sorpresa alla prossima cena dove anche tu verrai. nel giugno dell'anno corrente.

lunedì 4 febbraio 2008

Spaghetti, pollo...




Mah, sarà che ci hanno fatto aspettare in piedi un ora per un'ora scarsa di show, ma a me questo David Letterman Show non è sembrato un gran che... fortuna che il biglietto era gratis! David Letterman è indubbiamente bravo, spara cazzate con un ritmo vertiginoso per me ovviamente irraggiungibile. Fortuna che il pubblico rideva con un tempismo invidiabile, tale da permettermi di capire quando la battuta era finita. Il clou della serata (tra le sette e le otto lo show è stato registrato, e andrà in onda stasera alle 23.30 ora locale) è stato ovviamente l'intervista al senatore Ilary Clinton (udite, udite). Cosicché in un men che non si dica questa signora non eccessivamente alta (e un po' culona, bisogna dire), me la sono trovata a pochi metri, sorridente nella sua acconciatura cotonata e nel suo tailleur rosso corrida (con pantaloni neri, in tinta con il toro eventuale). Ella ha dimostrato di essere una perfetta macchina da show, riuscendo a dare delle risposte tanto sintetiche quanto efficaci sul suo programma elettorale nei pochi minuti concessi tra una pausa e l'altra di interruzione pubblicitaria. Tanto più se si considera che ha candidamente confessato di riuscire a dormire solo qualche ora in macchina e in aereo tra una tappa e l'altra del suo tour elettorale. Devo dire che però quando ha insistito sul fatto che ai 45 milioni di americani (mica male) sotto il livello sufficiente di nutrizione bisogna insegnare a non fondare la loro dieta esclusivamente sulle verdure, sono rimasto un po' perplesso... Mi è sembrata una frase incredibilmente stonata con tutte quelle luci, quelle risate, tutto quel brulichio di ristoranti che avevamo incontrato per arrivare fin lì, non lontano da Times Square. Allora mi è venuta in mente quella vecchia canzoncina che fa "spaghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caffè ...". Credo fosse di Fred Bongusto, ma mi posso sbagliare. Chi gliel'avrebbe detto, al buon vecchio Fred – e a quelli della sua generazione, cresciuta nel mito dell'America dei tre pasti al giorno – che oggi a molti è già tanto se gli tocca l'insalatina? 

venerdì 1 febbraio 2008

Jefferson Ming e l'arte del sorpasso

Bene, dopo il post di Vincenzo sul modo di far politica in USA mi sembra giunto il momento
di rivelare la risposta al mio quesito di qualche giorno fa.
In effetti ho notato che non ha riscosso molto successo, probabilmente non molti di voi
hanno il piacere o il tempo di ascoltare la radio perché solo un visitatore esterno ha dato la soluzione. Si tratta della sigla finale di un programma pomeridiano di Radio 24 dal titolo "Jefferson Ming e l'arte del sorpasso"
e l'ho voluto citare in quanto penso che ad alcuni di voi possano interessare gli argomenti trattati, ovvero ciò che accade in e tra occidente (=States) e oriente (=Cina) e principalmente dei due prossimi importanti eventi per i due paesi:
le elezioni presidenziali in USA e i giochi olimpici a Pechino.
Tra le tante scelgo di rimandarvi alla puntata del 15/01/08: la Clinton è da poco inciampata
in un discorso giudicato offensivo per gli afro americani ed in chiusura si accenna alle
future elezioni a Taiwan.
Spero pertanto di aver fatto cosa gradita a chi tra di voi ha rapporti di lavoro (o di altro genere) con l' estremo oriente, o con gli Stati Uniti o a chi come me pensa che il mondo non si limita al Mediterraneo.
Infine chi avrà la pazienza di ascoltare tutta la trasmissione, scoprirà alla fine il motivetto che ha attirato la mia attenzione e che vi ho postato in precedenza. Per averlo mi è
bastato scrivere una e.mail alla redazione che nel giro di poche ore mi ha risposto.
Sono stati molto cortesi, rinnovo i miei ringraziamenti.

http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/jefferson-ming150108.rm

Madame Obama


Chi mi conosce sa che non sono facile agli entusiasmi (soprattutto in politica), ma questa volta devo dire che forse è veramente il caso di fare un eccezione. Personalmente non avrei mai pensato di riuscire ad emozionarmi ancora per la politica qui, in America. Io, che ho sempre pensato che "americanizzazione della politica" fosse poco meno di una parolaccia, un fenomeno da cui guardarsi, legato alla mancanza di partecipazione, all'appiattimento delle prospettive, ad una personalizzazione vuota e senza contenuti. Invece no, questa volta (ancora questa volta, mi verrebbe da dire, dopo molti movimenti che negli USA sono iniziati prima di attraversare il mondo, da quello per i diritti civili al 68) è proprio vero che la speranza viene da qui. Come ha detto Piero Sansonetti "il fatto che un nero – il nipote di un africano che faceva il servo ai colonizzatori bianchi – sfidi tutto l'establishment americano, lo metta a soqquadro, lo disarticoli, ne conquisti dei pezzi e alla fine diventi un credibile e probabile candidato al posto più alto del potere di tutto il mondo, è una novità così grande, così rivoluzionaria, che finisce in secondo piano persino il programma politico di quest'uomo". Altrettanto mi affascina la prospettiva di riuscire a vedere, per la prima volta una "first lady" nera – sua moglie Michelle, una giovane laureata in legge di poco più di quarant'anni. Ma ve le ricordate le varie Barbara Bush, Nancy Regan e via di questo passo verso la scialba Hilary Clinton. Una galleria di sepolcri imbiancati senza pari...
Mi è capitato di sentire un comizio elettorale di Michelle Obama: iniziando a raccontare della sua infanzia modesta nei quartieri popolari di Chicago South Side, è riuscita a parlare  della necessità di una scuola pubblica dignitosa per tutti (senza la quale lei stessa non starebbe dove attualmente si trova), del diritto fondamentale ad una pensione decente, del fatto che moltissime categorie di lavoratori pubblici praticamente non riescono a guadagnare quanto hanno speso per la loro istruzione, dell'illusione di riuscire ad esportare la democrazia con le armi. Credo che la metà della passione, della concretezza dell'entusiasmo che è riuscita a trasmettere, non sia presente non solo in nessuna donna o uomo politico italiano, ma neppure nelle stanze sempre più opache della nostra vecchia e stanca politica europea.